Non mi sveglio mai triste,

al massimo stanca, demotivata, ma mai triste come è successo oggi. L’insoddisfazione per quello che faccio è ai livelli massimi, mi deprime. Per quanto possa sembrare nulla rispetto ai problemi seri della vita, io mi sento incredibilmente infelice in questo periodo. Un periodo che dura da troppo tempo. Attendi la svolta, tutti ti dicono che deve partire da te e in fondo lo sai anche tu che se non ci metti la testa col cazzo che ti rialzi. Eppure l’università non è solo un muro che ho davanti e non riesco a scavalcare, sono quattro, i muri. Sono spessi un chilometro, alti cento e mi vengono incontro per schiacciarmi. Non lo fanno, si fermano a un millimetro e mi tengono lì, compressa senza che io possa respirare. In alto la via d’uscita è un puntino piccolissimo che a malapena riesco a scorgere. Niente di nuovo. Niente che io non abbia mai smesso di provare da quando ho iniziato. E’ inutile prendersi in giro e dire che adesso è così perché non riesco a passare un esame, che ho perso un semestre, che sto al settimo anno e mi pare di averne fatti venti, in ‘sta merda. Inutile. Ho imparato bene o male a conviverci, a mettere da parte la mancanza d’aria per convincermi che posso farcela. Cazzate. Non ero e non sono fatta per questo, ma non sono in grado di prendere decisioni diverse. Da qualche parte devono esserci delle alternative, ma è come se non riuscissi a vederle. Probabilmente me ne renderò conto tra qualche anno. Il cervello elaborerà i dati e mi metterà davanti la soluzione e scoprirò che è sempre stata lì.

Con quale diritto, poi, mi lamento della mia vita quando ci sono amici che l’università non hanno potuto finirla? Che sono morti, che non hanno i soldi, che si sono svegliati un giorno troppo adulti davanti a una famiglia disastrata da mandare avanti? Non sono sciocca, capisco la dimensione di quello che provo e più me ne rendo conto, più mi sento peggio. Sono atterrita, senza forze, stufa e disillusa. Cerco uno scopo e non lo trovo, non c’è un senso o una connessione logica. Il cammino è talmente tanto diverso da ciò che voglio, che forse non è proprio quello che dovrei seguire. Ecco, mi sono persa e non ho nemmeno una bussola. Il mondo è un vasto spazio nero senza contorni e confini che ha già iniziato a rosicchiarmi.

Tra poco me la farò passare e tutto tornerà come prima. Questo è solo uno stupido post di un sabato mattina in cui mi sono svegliata triste. E io non mi sveglio mai triste.

  1. postato da thesaru

NIGHTNIGHT by DEDDY